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  • 24 Giugno 2014  03:12
  • Zibordi

    "Il BTP a dieci anni, che rende il 2,8% oggi, salirebbe al 5%, come una volta"

    e perchè mai????

    magari scende al 2 % di rendimento...è tutto manovrato,....

    cmq i numeri sono falsi, l'inflazione è già al 3 % come minimo, ma proprio come minimo, e trovare un'obbligazione che renda realmente il 2 % è un'impresa
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  • 24 Giugno 2014  03:01
  • Un applauso al dr. Zibordi, per quanto (coerentemente dal suo pubto di vista) continua a pensare che l'Euro possa essere salvato.
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  • 23 Giugno 2014  17:59
  • argomento: Italia,  Moneta Moderna (MMT)
  • Il rendimento nominale dei BTP è sceso al livello più basso da quando sono stati introdotti nel 1991 e la loro quotazione, che è il suo inverso, al livello più alto.

    Ci sono emissioni di BTP a 10 anni che quotano ora a 125, se per caso la Merkel e la BCE dessero l'OK a stimolare l'economia l'inflazione da 0,5% tornerebbe anche solo solo al 2,5% e in Italia al 3%. Il BTP a dieci anni, che rende il 2,8% oggi, salirebbe al 5%, come una volta. Quanto perderebbe un bond a dieci anni come il BTP se il rendimento sale dal 2,8% al 4,8% ad esempio ? Un 30 punti... un 40 punti forse ? Le banche italiane ne hanno per 414 miliardi e si ritroverebbero un bel buco di almeno 150 miliardi. Oppure dovrebbero liquidare di colpo 400 miliardi e passa di BTP.

    Non pensare che ora in eurozona "stimolarenno l'economia" veramente: causerebbero perdite enormi sui bonds e ehi... non lo sai che i bonds sono sacri...?

    Nel solo mese di gennaio gli investitori esteri hanno comprato BTP per 30 miliardi e negli ultimi mesi hanno comprato circa 70 mld di bonds e azioni (11 mld) italiane . I bonds societari in Europa pagano meno di quelli in America, sia quelli di buon rating che quelli spazzatura e questi ultimi ora hanno una spread con i titoli di stato del 2,6%, cioè i titoli di stato nell’eurozona in media costano sul 1,8% e i bonds corporate “spazzatura”, quelli più rischiosi, di società che rischiano un possibile fallimento, costano in media sul 4,4% . Quelli americani costano di più, sul 5%, di quelli europei anche se l'economia europea è in quasi-recessione.

    Questa orgia del debito è un fenomeno globale, ogni mese arriva un altro paese africano che non ha mai emesso bonds che ne piazza se problemi, l'Ecuador, che ha appena fatto default, vende ora tranquillo bonds, i bonds "senza garanzia" sono ora un terzo delle emissioni in europa, persino Gundlach ora ha messo un 1/3 del suo fondo in "junk"... ecc....

    Ma restiamo all'eurozona dove Draghi e la Troika negli ultimi due anni hanno stravinto. Hanno ripreso il controllo della situazione, hanno fugato ogni timore sulle banche e sull'euro, stanno attirando capitali in europa e soprattutto ora nei paesi periferici e hanno anche rintuzzato gli euroscettici alle elezioni, vedi la vittoria di Renzi.

    La "spread" con i bond tedeschi è scesa di un 3% circa in due anni, ma l’inflazione in Italia è scesa allo 0,3%. Era intorno al 3,4% nel 2012 per cui è scesa di un 3% circa, esattamente quanto è scesa la spread”, per cui in termini reali è la stessa di due anni, se vogliamo. Ma come dice Draghi un inflazione molto bassa consente anche di comprare meglio, il tuo denaro ha più valore in Italia. E all'estero pure, l'euro è diventata la valuta più forte del mondo negli ultimi due anni. Quindi sul fronte del denaro tutto bene. E il problema è proprio questo, da quando c'è la crisi il denaro, in quanto tale, non ha mai fatto guadagnare tanti soldi..

    Bankitalia scrive questo mese che le ore lavorate erano 11,5 milioni l’anno prima della crisi e sono 10,6 milioni oggi, un calo di quasi un milione di ore lavorate, del -8,6% . Il PIL è calato del -9%, quindi quello che è successo è semplice: fai lavorare la gente un milione circa di ore di meno all'anno, un -9% circa di lavoro effettivo in Italia di ore lavorate, in meno e ovviamente il reddito prodotto scende di altrettanto. Questa è l'"economia reale": Meno Lavoro. Meno Prodotto. L'economia reale è facile, quella che è più difficile è quella monetaria.

    Perchè ? Non si poteva continuare a lavorare queste 11,5 milioni di ore l'anno ? Perchè ora si lavora solo 10,6 milioni di ore quando la gente sarebbe disposta a lavorare ? E' colpa dell'euro, delle corruzione, della burocrazia... in parte, ma la ragione fondamentale è che hanno costruito un sistema finanzario in cui il denaro rende un 3% l'anno al netto dell'inflazione, cioè se ad esempio prestavi denaro negli ultimi anni avevi, in media, in italia un 3% annuo al netto dell'inflazione.

    Prova a pensare un attimo in astratto, supponi che ci sia un economia in un cui il denaro prestato sia 3 volte il reddito e renda ogni anno, per 20 o 30 anni, un 3% reale, un 3% più dell'inflazione ogni anno per 30 anni. E sia un rendimento praticamente sicuro, garantito dallo stato che ti salva sempre, che alla fine non rischi mai di perdere come succede nell'economia reale. E' possibile che un economia del genere possa funzionare ? Ovviamente no, dopo 20 o 30 anni piano piano si ferma e poi regredisce....

    Descriviamo il problema in termini di domanda e offerta, dopotutto l'economia è fatta sempre in qualche modo di domanda e offerta di qualcosa no ? Bene, c'è un eccesso di domanda di denaro, oppure un carenza di offerta di denaro, uno squilibrio di domanda e offerta di denaro. Oppure se distingui tra denaro come moneta e denaro come credito/debito puoi dire che c'è un eccesso di credito, per il dato tasso di interesse... dopotutto l'economia viene riassunta nei testi universitari in termini delle due curve IS-LM dove la prima bilancia domanda e offerta di fondi da prestare (credito...) e la seconda la domanda e offerta di cash... Quindi già da questo famoso diagramma che trovi in ogni libro di testo, dove il tasso di interesse è quello che equilibra domanda e offerta di denaro cash da una parte e domanda e offerta di credito dall'altra , dovrebbe venirti il dubbio che l'economia moderna sia una questione di INTERESSE, di costo del denaro...

    Partiamo però dai fatti, dai numeri. OK, da qui in poi i dati citati sono presi dall'ultimo bollettino Bankitalia


    Le famiglie hanno debito pari al 64% del loro reddito disponibile e pagano interessi più rate di rimborso pari al 9% del loro reddito. Visto che il loro debito è sui 650 mld Si può stimare che le famiglie paghino intorno a 40 mld di interessi. Lo stato ha debito pari al 133% del PIL, 14% in più di tre anni fa, e paga 83 mld di interessi, pari al 5,3% del PIL e al 12% delle tasse che incassa, che sono circa 760 mld.

    In totale il debito nell’economia italiana è dato in % del PIL da: stato, 133%, famiglie 55%, imprese 84%, banche 35%, totale 320% circa del PIL. E quanto costa tutto questo debito all'anno all'economia ? Facciamo una stima perchè vigliacco se qualcuno mai nelle università o nei centri studi fa questo calcolo (non esagero, nessuno lo fa mai per un intera economia).

    Le banche hanno 414 mld di titoli di stato italiani in portafoglio all’attivo e al passivo per finanziarsi hanno venduto loro bonds per 500 mld e in più hanno ancora 210 mld circa dalla BCE presi in prestito. Se le banche pagano in media un 5% sui loro bonds pagano sui 25 mld l’anno.

    Le aziende italiane hanno ora debiti pari all’82% del PIL, stessa % di prima della crisi, nonostante il credito alle aziende sia calato del 4,6% ad esempio solo nell’ultimo anno. Questo ovviamente perché il loro fatturato è calato con il PIL. Se pagano in media un 8% ad es. si può stimare che le imprese paghino sui 90 mld di interessi l’anno.

    Le banche pagano interessi sui loro bonds e incassano interessi sui BTP in misura quasi simile, le famiglie hanno interessi che pagano sui loro debiti e incassano interessi sui loro BTP per cui ci sono flussi incrociati di interessi. In ogni caso in base ai numeri precedenti,ogni anno si pagano interessi in Italia tra 210 e 230 miliardi l’anno, su 1560 mld di PIL del 2013, quindi un 15% del PIL

    Al momento i tassi di interesse sono molto bassi per quasi tutti, (meno le imprese) in termini nominali. In termini reali, al netto dell’inflazione, invece sono costi elevati, dato che l’inflazione è lo 0,3%, per cui banche e famiglie con ricchezza finanziaria ricevono un 3% reale l’anno prestando denaro).

    IL PIL in sei anni è calato del -9% cumulativo al netto dell’inflazione, ma il rendimento del denaro prestato negli ultimi sei anni è cresciuto di circa un 3% al netto dell’inflazione all’anno e in termini nominali cresce ogni anno di un 5-6% l’anno. Diciamo che il reddito nazionale dell’Italia era 1,550 mld nel 2007 e oggi è la stessa cifra, sempre 1,550 mld, ma intanto che dal 2007 ad oggi, prestando denaro in Italia, prestando allo stato, alle famiglie, alle imprese, alle banche italiane, si è guadagnato circa… 200 mld l'anno. OK, arrotondando per difetto allora... X 6 anni = 1,200 mld dal 2007 di interessi in totale.

    Quindi, un PIL che da sei anni è sempre fermo tra 1,500 e 1,600 miliardi di euro l’anno, ha prodotto però interessi di 1,200 mld cumulativamente in sei anni.

    E’ normale ? Di solito il PIL aumenta del 5-6% l’anno, un 2% e rotti di crescita reale e un 3% e rotti di inflazione. Per cui appunto, di solito partendo diciamo, da 1550 mld nel 2007 avresti avuto un 6% di incremento l’anno, cioè circa 170 mld l’anno…. Che per sei anni… fa 1,000 mld… il totale degli interessi che l’economia avrebbe pagato in questi sei anni è un poco di più, circa 1,200 mld, ma perlomeno riesci a rincorrere l'accumulo degli interessi (calcolando al costo medio del 5% di interessi su appunto, come mostrato, di circa 4,000 mld di debito totale di imprese, famiglie, stato e banche in italia)

    Il problema è che appunto un economia come quella italiana, con un reddito nazionale annuo di 1,550 mld (2007) avrebbe dovuto crescere in sei anni di 1,000 mld NOMINALI invece è cresciuta di zero euro…. Ma ha pagato lo stesso interessi per circa 1,200 mld cumulativamente.

    CON UN DEBITO TOTALE PARI A 3 VOLTE IL REDDITO ANNUALE, CHE COSTA SUL 4-5% MEDIO E IL 15% DEL REDDITO NOMINALE, SE IL REDDITO NOMINALE NON CRESCE... L'ECONOMIA REALE OGNI SI RIDUCE

    Come mai non si vedono tutti questi soldi di interessi da qualche parte, come mai questa enorme cifra di interessi che è stata estratta dall’economia italiana negli ultimi sei anni non appare allora, chi li ha incassati questi soldi, èerchè alla fine se qualcuno li paga un altro li incassa. ? Non sono andati alla fine a residenti ed enti, società italiane per cui alla fine non è un gran problema ?

    Intanto un 1/3 circa dei bonds corporate, dei titoli di stato e dei bonds bancari sono detenuti da stranieri e la loro quota di interessi è più alta di quella che detengono perché comprano il debito più al lunga scadenza che rende di più.

    Il grosso dei 1,200 mld di interessi dal 2007 è andato alle banche italiane e gli interessi che incassano però sono stati mangiati in buona parte dalle loro perdite, perché su bilanci totali di 4mila miliardi, hanno subito perdite di almeno 200 mld. Poi, comunque, nella misura in cui hanno pagato dividendi (che sono sopra il 6% annuo in media in media) hanno girato in questo modo indiretto gli interessi a, di nuovo, stranieri e la fascia benestante della popolazione che compra azioni e ha fondi e bonds.

    Quanto era la ricchezza finanziaria investita in reddito fisso anni sei anni e quanta è adesso ? La ricchezza finanziaria italiana è di 3 mila miliardi e rotti, ma una grossa fetta è ora in fondi obbligazionari esteri, per cui è difficile dire quanto sia in debito bancario, societario e statale invece italiano. Dato che i residenti italiani hanno titoli di stato, indirettamente e direttamente, per circa 800 mld e dato che detengono almeno il 60% dei bonds bancari (che sono 500 mld) e dei bonds societari italiani (meno di 150 mld) forse si può stimare che abbiano, complessivamente, debito italiano per qualcosa come 1,200 mld alla fine

    Bene, abbiamo calcolato allora: circa 220 mld diciamo di interessi che l’economia italiana paga in complesso (banche, aziende, famiglie e stato), di cui la maggioranza vanno alle banche ovviamente, poi agli investitori esteri e poi una parte alle famiglie residenti italiane, in larga parte benestanti .

    Stimando infatti in non più di 1,200 mld i bonds di origine italiana detenuti da famiglie italiane, queste ultime incassano intorno ai 50 mld di interessi alla fine, al massimo (èerchè sui loro 800 mld di titoli di stato, che sono la quota maggiore, ricevono in media solo sul 3% perché hanno molti BOT e CCT e meno BTP).

    Di questa cifra ovviamente almeno l’80% è detenuto dal 20% più ricco della popolazione, da chi ha da un milione in su in banca. NON COMINCIAMO QUINDI A STRILLARE CHE I RISPARMIATORI DEVONO RICEVERE UNA REMUNERAZIONE ADEGUATA....il 90% dei 220 mld circa di interessi che si pagano in Italia NON VANNO AI RISPARMIATORI (intesi come famiglie di lavoratori, pensionati e altri che suplementano un loro reddito con dei bonds, non famiglie che hanno qualche milione di euro da parte in titoli di stato e possono vivere senza problemi di rendita)

    Riassumiano.

    L’Italia come economia ha un costo di 220 mld circa di interessi l’anno su un PIL di 1560 mld l’anno, un 15% del PIL. E' una cifra che si accumula ovviamente sempre che ci sia recessione o meno, che l’inflazione sia il 4% o lo 0% (il loro costo scende un poco in media quando l’inflazione collassa come è accaduto, ma in modo meno che proporzionale)

    Il problema è che ogni anno almeno 200 mld vengono pagati in interessi, che il PIL aumenti del 6% l’anno come succedeva finora sempre (grazie anche all’inflazione) o rimanga fermo per sei anni sempre alla stessa cifra.

    L’accumulo di 200 mld e rotti di interessi l’anno però significa che quando il PIL in euro (nominale, inclusa inflazione) non aumenta, il debito invece sale lo stesso di 200 mld e rotti l’anno, inesorabilmente. E quindi dopo sei anni il debito in % del PIL è aumentato IN MODO ESPONENZIALE.
    Altro che svalutazione come sistema per esportare di più, altro che recuperi di efficienza deregolamentanto taxi, farmacie e notai, altro che tagliare i costi della politica... altro che le ruberie del Mose...

    Cosa succede allora allora alle famiglie, alle imprese, allo stato e alle banche italiane in questa situazione, di debito di 3 volte il PIL che cresce senza sosta del 5% annuo e reddito nominale che fa 0% l'anno ? Cercano ovviamente di ridurre il loro debito. tutti, lo stato che ammazza di austerità le famiglie e imprese (i 70 mld di tasse in più di Monti), le banche che tagliano costi e il credito a tutti, le famiglie che spendono meno, le imprese che tagliano e tagliano… Questo è il meccanismo della Depressione attuale, generato dal debito.

    Per questo Shinzo Abe in Giappone ha minacciato la Banca del Giappone se non gli produceva almeno 2% di inflazione, per questo Janel Yellen ripete che terrà i tassi a zero per le banche per altri due anni, per questo persino Draghi ha promesso il 5 giugno di tenere i tassi a zero, per le banche, fino al 2016, per questo Bernanke, ora che non è più governatore, dice che non vedremo mai più tassi di interesse (della FED) "normali" fino che campa...

    Come scrisse Luigi Einaudi in un famoso articolo del 1948, in teoria l'economia capitalista o di mercato dovrebbe funzionare più che altro con il capitale, "equity" e se si usa il debito è perchè c'è una parte della popolazione che non vuole avere rischi con il suo denaro, cioè tenerlo in forma di denaro e senza rischio o quasi. Detta in un altro modo, fino a quando il denaro è uno medium per gli scambi, uno strumento tutto bene, quando diventa qualcosa che cresce su stesso ogni anno di una percentuale matematica assorbendo risorse reali tramite gli interessi comunque vadano le cose tra chi lavora allora è un guaio...

    Per visualizzare il problema devi pensare in miliardi, sui giornali ti confondo sempre con le % che sembrano tutte cifre piccole (cosa sarà un 6%...). Le stime qui indicate non sono esatte (perché nessuno fa questi calcoli!), ma parliamo di interessi di 1,200 mld in sei anni che hanno dovuto essere pagati su una base di reddito annuale di 1,550 miliardi che non aumentava. Ehi... se pensi a questi numeri non è chiaro il problema ? l'euro in se come moneta comune che impedisce di svalutare come con la lira non è il problema.

    IL PROBLEMA è IL DEBITO TOTALE, di imprese, famiglie, banche e stato, di 4 mila miliardi che richiede 220 mld circa di interessi l’anno anche quando il reddito o prodotto nazionale, con cui pagare il debito, cresce di 0%, in termini nominali.

    Se ora invece vuoi che non solo il Denaro, ma anche l'Economia vada salvaguardata, devi ridurre le tasse, rimborsare i crediti dello stato, ridurre i costi dell’economia, migliorare la competitività ecc... ma per fare per questo devi ridurre questo 15% del PIL che OGNI ANNO va in interessi. E impone quindi poi tasse soffocanti su famiglie e imprese, riduce il reddito delle famiglie che vorrebbero spendere, riduce i margini delle aziende e aumenta i loro costi. E induce la parte della popolazione più ricca che incassa invece interessi a vivere di rendita, con rendimenti reali, al netto dell’inflazione del 3% (e fare il tifo per l'euro, l'austerità e i "sacrifici").

    Il problema è questo, da quando c'è la crisi il denaro, in quanto tale, non ha mai fatto guadagnare tanti soldi....



    Nota Bene.
    E' un punto di vista socialista, radicale, nemico del risparmio e del mercato... ?

    Questo modo di presentare il problema mi è venuto in mente leggendo John Cochrane della Scuola di Chicago, il "fratello maggiore" di Zingales a Chicago, nel senso che ha firmato alcuni dei suoi paper ed è il top economista monetario oggi a Chicago. Cochrane è uno onesto intellettualmente, viene dalla Fisica, costruisce modelli finanziari quantitavi di ogni genere e rispetta la logica, inoltre non lavora per Wall Street e la FED, che non lo invita ai suoi convegni. E Cochran dice che nell'eurozona il problema è che i detentori di bonds devono perdere soldi anche loro, non possono essere protetti sempre dai governi che dissanguano l'economia per garantire loro sempre gli interessi anche se il paese che li paga è costretto ad alzare le tasse al punto di far fallire l'economia.

    Cochrane è un liberista, monetarista, free-market e chi più ne ha più ne metta, ma è logico e dice: "ehi... se vuoi l'euro, devi avere i default dei bonds, se non vuoi i default di bonds esci dall'euro, tertium non datur, la matematica non è un opinione...." (...a currency union, without fiscal union, works only if you countenance sovereign default and default of banks who invest in sovereign debt).

    L'unione monetaria funziona solo se chi compra BTP o bonds spagnoli o greci può perdere soldi, come uno che compra bonds corporate (o come chiunque altro al mondo), perchè l'euro è un unione monetaria, ma non unione fiscale e non c'è niente di male che sia così. Il male è stato salvare sempre i creditori. Le banche che avevano comprato titoli di stato in Spagna, Grecia o Italia avrebbero dovuto perdere i loro soldi nel 2011. Nell'Euro l'unica soluzione è che i creditori dei singoli stati perdano un poco dei loro soldi, dato che non puoi inflazionare devi tagliare il debito coi default e non c'è niente di male se avverti tutti prima.
    Mosler invece dice che bisogna che la BCE fissi i tassi per le banche allo 0% e garantisca i depositi, ma poi si smetta di emettere però BTP, dice di eliminare i BTP. Il risultato alla fine è simile. Sia "destra" (John Cochrane, "Chicago") che da "sinistra" (Warren Mosler, "MMT") perchè sono menti logiche: chi compra bonds, chi vuole che lo stato gli paghi gli interessi, deve smettere di pensare di guadagnare sempre... senza rischio!




    -- (Prima Puntata)
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    (nella seconda si mostra che il diagramma keynesiano IS-LM è fasullo, che il tasso di interesse è determinato dallo stato (banca centrale) e non equilibra affatto domanda e offerta di denaro e credito, che con la MMT di Warren Mosler ad esempio le curve IS-LM non si incontrano, sono verticali, perchè lo stato fissa lui le quantità di moneta e l'interesse lo fissa a zero...)



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  • 05 Giugno 2014  03:16
  • Proprio un bel niente, gli agganci valutari finiscono sempre male...per il paese debole. Solitamente la moneta comune la vogliono i politici per bene farsi vedere dall'elettorato. "ah abbiamo una moneta forte quindi siam forti e ci governano bene"...salvo lasciare la patata bollente ai successori.
    Pana tu di fesserie ne dici tante come quella su Obama...guardati il tuo moretto che sta facendo di tutto per far incazza' Putin e far partire un conflitto...

    Meno male che PUTIN c'è!!!
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  • 05 Giugno 2014  01:11
  • Giusto, hanno avuto il sucre dal 1884 al 2000
    notare bene che dice Correa," un ritorno al sucre avrebbe costi socialil troppo alti,meglio usare una MONETA COMUNE dei paesi sudamericani" e qua allora significa
    che l'EURO qualche beneficio lo da se in sudamerica vogliono copiarci
    http://www.ecuadortimes.net
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  • 03 Giugno 2014  07:36
  • Pana, ma trovi sempre tempo per scrivere sciocchezze?

    L'Ecuador non ha una propria moneta.
    Ha adottato da molti anni il dollaro americano. Quindi di fatto usa una moneta straniera (come noi).

    L'Ecuador ha una bilancia delle partite correnti negativa da molti anni.
    Quindi significa che i soldi (dollari americani stranieri che non può inventare o stampare) diminuiscono regolarmente ogni anno all'interno della nazione, sia per la gente che come riserve per la banca centrale.

    Se ha le partite correnti in negativo significa che però ha bisogno di soldi per importare beni o servizi, e quindi ecco che vende i gioielli di famiglia per soddisfare le esigenze di importazioni (da pagare).
    Ciononostante ha un'economia in buona crescita da anni, ma non gli basta.

    In più, come praticamente tutti i paesi sudamericani, ha un'economia basata sull'esportazione di materie prime (agricole, energetiche, ecc.), e quindi alla fine importa di tutto, producendo poco o nulla localmente. Se avesse una propria moneta subirebbe maggiormente il costo di inflazione sui beni importati dovuto alla svalutazione della propria moneta (si chiama coefficiente di pass-through, che è bassissimo per paesi come l'Italia e altissimo per i paesi sud-americani appunto). Quindi probabilmente, ipotizzo, avere una moneta "straniera", solleva i governanti locali dal far vedere al popolo una inflazione alta che potrebbe fare perdere consenso, e preferiscono svendere i gioielli a poco a poco.

    Cosa c'entri però tirar fuori l'Ecuador o altre "similitudini" di questo genere con l'Italia e la sovranità monetaria di cui necessiteremmo (insieme ad altre cose) lo vedi solo tu e coloro che ci vogliono continuare a tenere in questa situazione economica assurda fino all'autodistruzione.
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  • 03 Giugno 2014  01:15
  • X Pana

    ... non possono stampare dei pesos ecuadoregni risolvere senza rischiare ii gioielli di famiglia ??



    Aspetta e spera che Zibordi ti risponda in modo sensato
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  • 02 Giugno 2014  23:45
  • Scusate la domanda terra terra da uomoo di strada:
    Ma se l'ecuador ha sovranita monetaria e valutaria perche' deve spedire il suo oro a Goldman Sachs per trovare liquidi ?
    non possono stampare dei pesos ecuadoregni risolvere senza rischiare ii gioelli di famiglia ??

    http://www.bloomberg.com
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  • 27 Maggio 2014  01:32
  • Notevole picco inflazionistico in Usa derivato da rialzi nei prezzi energetici,alimentari e sanita..

    http://kingworldnews.com

    today Michael Pento warned King World News that we have just witnessed the largest inflation spike in 30 years in one key area. Pento also discusses the implosion of the middle class as they continue to be systematically destroyed by inflation.
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