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  • 29 Luglio 2014  16:05
  • MA bene, ma bravi,sempre meglio sulforum !
    Lo sapete che mussolini f rafforzò il cross rate lira/Gbp mandando in crisi le imprese italiane ?la famosa "quota 90"
    leggete quanto segue e poi ditemi se era autonomo e slegato dalle elite finanzfeudali
    i grandi poteri industriali appoggiarono il duce sperando nella guerra.

    Spacciata dal regime come un successo, essa rappresentò in realtà la fine delle imprese italiane. Diverse correnti del fascismo avrebbero auspicato la nazionalizzazione della Banca d'Italia; il duce, però, era sotto lo schiaffo dei "poteri forti", in particolare della Federal Reserve e dalla Banca d’Inghilterra, che minacciavano di sabotare la stabilità della moneta italiana. Montagu Norman, governatore della famigerata Banca d'Inghilterra e Benjamin Strong, governatore della Federal Reserve, tenevano sotto scacco Mussolini affinché matenesse alla guida della Banca d'Italia Bonaldo Stringer, primo responsabile dell'istituto di emissione, nonché uomo di paglia dei poteri forti.

    http://antistoria.blogspot.it
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  • 29 Luglio 2014  15:33
  • Bell'intervento, davvero bello. Complimenti


    A mio modo di vedere, e con tutti i distinguo possibili, l’epoca fascista che va dal 1922 sino all’armistizio del 1943 è l’unico periodo dai tempi dell’impero romano dove, forse, l’Italia è stata una Nazione autodeterminata e padrona (nel bene e nel male) del proprio destino.



    parole sacrosante....

    io non sono un estremista, ma quelle parole sono la realtà dei fatti !

    in quel frangente storico, l'Italia era governata in modo preciso e con determinazione
    mandando a quel paese quelli che Antitrader chiamerebbe i comunicatori o i pseudoliberisti (dei miei stivali)
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  • 29 Luglio 2014  15:04
  • Il Paese dilaniato

    L’Italia è da sempre una Nazione divisa e la storia contemporanea, dall’unità in poi, non ha fatto altro che confermare questo concetto. Probabilmente Ottone Bismarck aveva più che ragione quando definiva la nostra penisola “una entità geografica”. Quell’entità geografica a cui è sempre piaciuto essere, in un modo o in un altro, sotto il dominio straniero. Non ho la presunzione (e il tempo) di fare un riassunto della Storia contemporanea italiana: le mie sono solo delle riflessioni che sempre più mi perseguitano e di cui vi faccio partecipi.

    Quando i Savoia , oppressi dai debiti provenienti da guerre infinite combattute nei secoli precedenti, dalla Francia arrivarono in Piemonte lo fecero per un solo scopo: il denaro. Approfittando di quelle divisioni di cui parlo e della scarsa propensione dei Borbone (anch’essi stranieri a cui più volte fu ventilata la possibilità di unificare l’Italia) a prendersi delle responsabilità di governo che andassero oltre Napoli, tramarono sotto traccia con gli inglesi e il malcontento di buona parte del Popolo meridionale fece si che Garibaldi, alla testa di un migliaio di uomini armati di pochissimi fucili, avesse la meglio sull’esercito borbonico.
    Quella corte proveniente da oltralpe parlava francese, come lo stesso Cavour.
    Quando Garibaldi, in quel di Teano, consegnò ai nuovi invasori il regno delle due Sicilie non a caso ebbe a dire la fatidica frase “abbiamo fatto l’Italia, adesso bisognerà fare gli italiani”. Ma ai nuovi regnanti poco importava dell’Italia, degli italiani e, soprattutto, dei meridionali: nel sud Italia seguirono 50 anni di predazione, deindustrializzazione, descolarizzazione e omicidi, regalando all’intero mezzogiorno i semi delle varie mafie. Il meridione, che all’epoca non conosceva il termine emigrazione, fu abbandonato da milioni di persone: i migliori andarono via subito. La destinazione più ambita il Sudamerica. Nei primissimi anni del ‘900 si ebbe il picco di partenze: in un solo anno circa un milione di italiani, in grandissima parte meridionali, abbandonarono il Paese. Nel sud Italia anche un’altra cosa era del tutto sconosciuta: la coscrizione obbligatoria e molti altri partirono per evitare di divenire “carne da cannone” agli ordini dei Savoia, mentre intere città meridionali che si ribellarono alla leva militare coatta vennero messe a ferro e fuoco.

    Il primo conflitto mondiale, benché ci vide vincitori, segnò profondamente l’Italia. Una Nazione arretrata e poco amante delle guerre piombò in una grave crisi economica (con buona parte dell’Europa) che fu terreno fertile alla salita al potere di un brillante giornalista socialista: tal Benito Mussolini da Predappio. Il Mussolini prese il potere grazie alle divisioni degli altri partiti ma senza spargimento di sangue: buona parte della Nazione appoggiava il fascismo. Tante furono le buone riforme ma tanti furono anche i soprusi. Del resto chi appoggiò finanziariamente Mussolini (grande industria e latifondisti) l’aveva fatto per interesse e non vedevano l’ora di passare per la cassa. Comunque e probabilmente, senza la sciagurata alleanza con Hitler, Mussolini sarebbe stato il più grande statista del ‘900. L’innata maestria che aveva nell’arringare le folle lo portarono in breve tempo ad oscurare lo scarsissimo e non troppo benvoluto Re d’Italia.

    Nel 1941, nonostante il Paese restava arretrato e poverissimo, Mussolini, benché NON amasse assolutamente i tedeschi, decise di entrare in guerra al loro fianco: era convintissimo di poter salire sul carro dei vincitori con il sacrificio di 4/5.000 soldati, in modo di poter perseguire il suo sogno: fare dell’Italia un Paese imperialista. Egli amava stare tra la gente e le sue apparizioni pubbliche con tanto di comizi erano all’ordine del giorno. Quanto accadde nel 1943 è Storia. Il Re con il subdolo Badoglio firmarono l’armistizio e fuggirono vilmente a Brindisi, lasciando l’esercito senza ordini e alla mercè dei tedeschi e Mussolini, liberato dagli stessi, anche per evitare che l’Italia fosse messa a ferro e fuoco dall’esercito d’occupazione nazista, si vide costretto a fondare la RSI, tenendo suo malgrado fede all’alleanza. Come si evince da lettere e conversazioni telefoniche con la sua amante Claretta Petacci emerse da non molto tempo, egli sapeva benissimo che tutto era perduto. Le sue apparizioni pubbliche dal 1943 in poi si contano sulle dita di una mano: era un uomo finito, prigioniero dei suoi stessi errori. Una quasi guerra civile scoppiò nel nord Italia. Mussolini stava affannosamente cercando il modo di avere una pace separata. Per evitare di essere equiparato ai nazisti pensò ad una resa onorevole che potesse mettere l’Italia nelle condizioni di rialzarsi velocemente e bramò di trattare direttamente e segretamente con gli anglo-americani: ancora oggi la sua morte è un mistero non del tutto svelato che ha a che fare con oro trafugato e valigette in pelle colorata mai ritrovate.

    Togliatti, altro statista italiano di primo piano, riparatosi in URSS per non fare la stessa fine del Matteotti, rimase così innamorato del socialismo reale che, pensandola sotto l’egida di Stalin, preconizzava lo stesso percorso per l’Italia, ovvero consegnando il Paese ancora una volta allo straniero di turno, forse il peggiore in assoluto dell’epoca.

    Con il plebiscito l’Italia decise che poteva fare a meno dei Savoia: ci liberammo finalmente dei francesi e ci consegnammo “anema e core” agli americani che ci avevano “liberato”.
    Probabilmente e giulivamente in quell’occasione passammo dalla padella alla brace.
    Ancora oggi siamo ostaggio degli USA molto più di quanto possa apparire realmente e quasi certamente MAI ci libereremo dal suo mortale abbraccio. Le ingerenze e i diktat imposti dagli americani a tutti i governi italiani dal 1948 ad oggi sono state una costante obbligatoria. Le BR, gli attentati, le stragi di stato, la P2, Ustica, l’Italicus, piazza della Loggia, il caso Moro, la strage di Bologna, “mani pulite” ecc sono figlie di un’unica strategia della tensione creata per tenerci a bada.

    Gli USA fornirono le linee guida alla creazione della UE che nacque da una costola della loro costituzione: il liberomercato. La sudditanza che l’Italia ha oggi della Germania conferma il nostro amore-timore per lo straniero. Oramai è parte integrante del genoma italico. Agli occhi dei più siamo sempre troppo “piccoli” per poterci barcamenare nel mondo globale: gli esempi degli ancora più piccoli Paesi del nord Europa, della Svizzera, della Corea del sud ecc (per non parlare di Inghilterra e Giappone) a nulla servono. Ci deve essere sempre qualche potenza straniera che ci tracci la strada e che ci prenda sotto la sua “benevola protezione”.
    L’Italia è come un infante che ha bisogno costantemente di una madre che lo tuteli e lo nutra e non potendo avere quella naturale si accontenta della matrigna di turno: poco importa che sarà sgridato costantemente e riceverà solo gli scarti dei suoi figli legittimi.

    A mio modo di vedere, e con tutti i distinguo possibili, l’epoca fascista che va dal 1922 sino all’armistizio del 1943 è l’unico periodo dai tempi dell’impero romano dove, forse, l’Italia è stata una Nazione autodeterminata e padrona (nel bene e nel male) del proprio destino.

    Quanto va da prima a dopo tale periodo sono state epoche di profonde divisioni: Guelfi contro Ghibellini, clericali contro anti-clericali, filo-piemontesi contro filo-borbonici, fascisti contro anti-fascisti, settentrionali contro meridionali, comunisti contro anti-comunisti e infine berlusconiani contro anti-berlusconiani. In una parola: TUTTI contro TUTTI, e il tutto mentre il potere costituito ha continuato a governare al soldo dello straniero di turno e a danno di gran parte del Popolo.

    In queste ore un manipolo di NON eletti sta cambiando la costituzione e sta spianando la strada ad un prossimo e sempre più inevitabile insediamento della trojka che tanto bene ci farà, come la Grecia testimonia.
    L’italiano è al di sopra di queste quisquiglie e si fida ciecamente del ciarlatano di turno: egli di sicuro gli toglierà le castagne dal fuoco.
    Eco di balli di gruppo giungono dalle spiagge semi-deserte mentre il Paese sprofonda sempre più velocemente nel baratro.

    Si, è vero, Bismarck aveva ragione: l’Italia continua ad essere solo un’entità geografica.

    Siamo un Paese dilaniato dall’interno, vittime predestinate e costanti del “dividi et impera” di romana memoria.

    Roberto Nardella.

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  • 29 Luglio 2014  14:21
  • >mi riferisco a tutto il campo. Dal primo magazziniere all'ultimo dirigente.

    Amen!

    Quando ero giovane, mi veniva da vomitare quando subivo perdite eccessive con il mio trading.
    Ora che sono "adulto", i conati mi vengono solo a leggere le news sulle azioni dell'apparato burocratico_statale italiano.

    Ho bisogno di uno psicologo che mi aiuti a capire perche' ancora perdo tempo a leggere le notizie.
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  • 29 Luglio 2014  10:52
  • Sono in larga misura d'accordo con lei, ed infatti mi riferivo ad altri.
    A quelli che dicono che la sanità costa troppo, gli si dice che in realtà è nella media e ti dicono che non c'entra nulla.
    A quelli che dicono che la PA costa troppo e quando gli fai notare che anche li siamo nella media tergiversano.
    A quelli che dicono che la crisi è stata causata dal debito pubblico e quando gli fai nitare che quello stava calando mentre quello privato raddoppiava ti dicono che non è importante.
    A quelli che inneggiano alla grande competitività tedesca e passano tranquillamente sopra ai minijobs, alle banche pubbliche, ai bilanci truccati, ecc...
    Lei è uno di questi?
    Non mi pare.
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  • 29 Luglio 2014  10:01
  • MR scusa ma secondo me dovresti rettificare il tiro. Qui ti trovi difronte a persone che non sparano per definizione sul pubblico a favore del privato.

    Pur nelle mie estreme visioni liberiste credo di non essere mai caduto in nessuno dei luoghi comuni che oggi caratterizzano la destra. Il razzismo becero in primis. Ne credo che tutto debba essere privato, anzi a me uno stato forte PIACE. Uno stato che possa funzionare con le sue sinergie ed i suoi privilegi di potere che le permetterebbero di non svendersi ad un popolo da immondizia.

    Purtroppo siamo giunti ad un punto in cui il dipendente pubblico è da considerare IL MALE. E prima ce ne liberiamo e meglio è. Questo è un concetto che ho già espresso una volta ma che ripeto perché lo ritengo fondamentale e cioè:

    "Abbiamo impiegato decenni per creare una massa di persone con una forma mentis parassitaria, gente che crede di far bene ed essere nel giusto. In sostanza un vero e proprio moloch. Ora anche se dovessimo prendere in massa questo insieme dannoso e licenziarlo non avremmo risolto il nostro problema. Perché queste persone circolerebbero per strada e diffonderebbero il loro pensiero. E siccome non possiamo, giustamente, emulare le mosse di personaggi del passato allora ABBIAMO UN PROBLEMA. E grosso."

    E' questo problema che ci stiamo trascinando. Quando dico mentalità pubblica non mi riferisco solo al piccolo imboscato ma mi riferisco a tutto il campo. Dal primo magazziniere all'ultimo dirigente.

    Non è che dobbiamo diventare i primi della classe, basterebbero solo un po' di correzioni. Bisognerebbe partire da qualche esempio. Personalmente partirei da Alitalia, da domani la compagnia si ferma. Come governo entro e fermo tutto, pagamenti, dipendenti a casa tutto fermo. E poi si vede. Mi piacerebbe vedere qualcuno al governo con il pugno di ferro che prende decisioni impopolari.

    morphy
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  • 29 Luglio 2014  09:29
  • Si si, Renzi dice infatti che i conti non lo preoccupano ...

    ...sembrerà a me...ma non vorrei che tra governatori si siano messi a fare a gara a chi sfonda per primo il bilancio

    che dire....una volta c'era la Sicilia a modello...ora anche il Piemonte è sullo stesso gradino !
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  • 29 Luglio 2014  07:01
  • L'onere della prova spetta a lei ed ai suoi amichetti.
    Anche l'ultima puttanata di uno di voi compagni di merende (e cioè il fatto che siamo un popolo di parassiti impiegati pubblici) si è sciolta come neve al sole.
    Ma stranamente questo non c'entra mai, basta dimostrare i vostri teoremi in cui alla fine il risultato è sempre lo stesso: gli Italiani e blablabla.
    Peccato che, concretamente, siano solo chiacchiere e nel suo caso stupidi slogan.
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  • 29 Luglio 2014  00:32
  • Ecco,

    questa e' una prova ulteriore, la reazione scomposta di un fascistello di periferia di fronte a quelle che sono evidenze incontestabili da parte di chiunque abbia conservato, anche solo in parte minima, il senno della ragione.

    Ciao ragazzi!
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  • 29 Luglio 2014  00:22
  • Hai rotto il *** , monomaniaco sociopatico.
    La reiterazione ossessiva e la coazione a ripetere sono i primi sintomi della compulsione.
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  • 29 Luglio 2014  00:01
  • Dice renzi che l'economia e i conti italiani non lo preoccupano, mentre invece lo preoccupa molto la libia! Questo o si e' rincitrullito tutto d'un colpo o lo e' sempre stato (citrullo), la piu' probabile e' la seconda.

    L'altro giorno ha fatto un'altra sparata demenziale: se il pil fa 0 o piu' 1.5% per la gente non cambia proprio niente. Del resto cosa ti potevi aspettare da un tizio che piace ai forzafasciopadanari?

    Qualche testa pensante che ancora esiste nel PD quali Barca, Bersani, Mucchetti nulla possono per fermare questo individuo a cui "il popolo sovrano" ha voluto affidare le sorti di un paese gia' scassatissimo di suo. Anche Grillo non puo' fare proprio niente, il popolo cialtrone non lo ha voluto e, a questo punto, rimane solo la troika. In autunno arriva, cazzz se arriva! Ma anche quella non ha sufficienti poteri per raddrizzare la schiena a un popolo disperso nella melma piu' puzzolente.

    E' uscito un dato che dice che l'italia ha il penultimo tasso di occupazione europeo (ma forse mondiale), appena pochi punti sopra la Grecia mentre Spagna e Portogallo gia' ci superano per distacco. Oltretutto un simile governo lega le mani anche a Draghi, con quale faccia si presenta da Weidmann a dire che vuole comprare BTP?

    meno male che la Troika c'e'! (e anche la Merkel).
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  • 28 Luglio 2014  18:03
  • E' come parlare dell' aria, ne hanno recuperati solo 17 perché gli altri non esistono. Quei 59 miliardi sono solo soldi virtuali. Sono stati evasi semplicemente perché non c'era con che cosa pagarli. Ne parlai già una volta qui sopra tempo fa, spiegando in dettaglio. Se non riuscite a capire il concetto posso farci poco. Paganini non ripete.

    Con questo sistema fanno credere al popolo bove che da qualche parte esistano davvero 59 miliardi da incassare.
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  • 28 Luglio 2014  15:37
  • Solo 17 miliardi su 59 recuperati ai grandi evasori !!
    la gran parte deve pagare somme modeste, segno che le elite filofasciofeudali hanno l aiuto di notai,avvocati e commercialisti che li aiutano nel depredare le casse statali.
    "Invece il 70% cartelle pagate a rate riguarda debiti inferiori a 5 mila euro. Un dato che mostra la difficoltà dei cittadini a fare fronte ai debiti arretrati, anche per importi di piccola entità."

    http://www.repubblica.it
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  • 28 Luglio 2014  08:43
  • veneto libero? Qui bisogna affidarsi alla tecnologia di qualche multinazionale della disinfestazione

    Anti, la tecnologia esiste: si chiama responsabilità personale.
    le dimensioni in cui ci si muove fanno grandissima differenza: finchè posso sperare di scaricare il costo dei miei privilegi su un fumoso, lontano "altro" (i politici, gli imprenditori, i dipendenti pubblici, i rettiliani), ci provo (=voto pd/pdl).
    quando il mio privilegio è un costo scaricato direttamente sul mio vicino di casa, diventa difficile sperare di farla franca.
    non è mica un caso se lo stato più fallisce e più si ingrandisce (finchè crolla)

    «Un governo che ruba a Peter per pagare Paul può sempre contare sull’appoggio di Paul”.
    George Bernard Shaw (1856-1950)

    «La democrazia è quella grande illusione in cui tutti cercano di vivere alle spalle del prossimo», FrédéricBastiat (1801-1850)
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  • 27 Luglio 2014  23:49
  • Se qualche padanaro (di passaggio) ci volesse spiegare farebbe cosa gradita. A me sembra che si sia oltrepassato ogni limite di decenza e di indecenza quanto a sperperi, arroganza e tracotanza proprio con l'amministrazione lombarda forzpadanara. (vuoi mettere il pettorale noeuro?).


    E’ basata su un rapporto di fiducia la consulenza che l’assessore alla Salute della Regione Lombardia, Mario Mantovani (FI), ha affidato al suo assistente tutto-fare, Fabio Gamba. E’ l’assessore stesso a dirlo, a margine di un convegno a Milano di Forza Italia sulla sanità lombarda. Si tratta di una consulenza da 16.000 euro per “Analisi dei costi della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera e presidio ai tavoli tecnici”. Gamba ha 21 anni, un diploma linguistico al Liceo d’Arconate e d’Europa e frequenta l’Università Bocconi. Mantovani ai microfoni de ilfattoquotidiano.it risponde: “L’affidamento al mio assistente? Si sta laureando con una tesi inerente il tema della consulenza”. Gamba, invece, interpellato sulla questione, non ha voluto rilasciare dichiarazioni alle nostre telecamere di Erika Crispo.

    -
    altro che uscire dall'euro o la mcroregione o il veneto libero? Qui bisogna affidarsi alla tecnologia di qualche multinazionale della disinfestazione e derattizzazione.
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  • 26 Luglio 2014  09:28
  • Bluffmen

    Gli impietosi dati rilasciati negli ultimi giorni, concernenti la produzione industriale (-2,5%), i consumi e l’export (-4,5%), fanno da corollario alle varie revisioni contabili sul PIL italiano. Dapprima la Banca d’Italia, seguita a ruota da altre agenzie private e non e per ultimo il FMI ci dicono che il prodotto interno lordo italiano sarà MOLTO al di sotto delle stime: nel novembre 2013 si parlava di un +1.1% che ad Aprile 2014 era già stato rivisto in ribasso a +0,8%, adesso i più ottimisti lo indicano ad un modestissimo +0,3%, mentre da via dell’Astronomia, quelli di Confindustria ci dicono che sarà piatto.

    Io spiazzo tutti e dico che il PIL nostrano sarà ancora in calo, e vedremo “puntualmente” già da settembre i soliti istituti che lo rivedranno, come al solito, al ribasso e, forse, già con il segno – davanti: personalmente ritengo che calerà variabilmente da -0,5 a -1%. La variabile è inerente a quanto la nostra malandata industria riuscirà ancora ad esportare extra-UE, dal momento che sia nella EZ che, soprattutto, in Italia i consumi languono e, visto l’andazzo, non potrebbe essere diversamente.

    Un governo, quello italiano, che si è speso tutto sull’ottimismo renziano, facendo i conti senza dell’oste (PIL in ribasso): credevano davvero di poter riavviare i consumi con l’obolo messo in busta paga ad un milione di lavoratori. Adesso dovranno anche loro fare revisioni, ovvero dovranno pensare da dove tirar fuori i 13/15 miliardi che a mio modo di vedere mancano già all’appello. Padoan continua a blaterare che non ci saranno manovre aggiuntive, facendo i classici scongiuri di rito: ma noi ben sappiamo che il potere degli scongiuri non basta, così come non è bastato (e non basterà) l’ottimismo di rito.

    L’agenzia per il turismo e federalberghi ci fanno notare che le presenze sono in calo con ribassi a doppia cifra in tutta la penisola (nonostante i turisti extra-UE siano aumentati notevolmente), il CCISS ci dice che di “bollini neri” sulle strade italiane ce ne sarà (forse) solo uno, mentre noi tutti possiamo notare che ristoranti e locali sono desolatamente vuoti. C’è aria di smobilitazione, altro che ripresa! I fortunati che potranno fare le agognate ferie avranno molto più spazio del solito e costi al di sotto degli scorsi anni.

    I salari italiani, nell’ultimo anno, sono cresciuti appena del 1,2%: per trovare un dato simile bisogna ritornare indietro al lontano 1982.

    Dal 2007 ad oggi ha chiuso i battenti oltre il 25% delle attività. Quest’anno la media di chiusure giornaliere supera abbondantemente le 500 unità e nei prossimi 6/12 mesi chiuderà un altro 30% di quelle che stanno ancora resistendo: NON vi è alcun motivo perché le cose possano migliorare. L’immobilismo del C.I.M. di Bruxelles sta mandando a ramengo un intero continente: presto sarà troppo tardi (se non lo è già) per qualsivoglia intervento di natura monetaria e scenderanno giù per il tubo anche la Germania e le altre economie non ancora totalmente compromesse. La “sfida” che ci è stata imposta alla Cina & company è PERDUTA. A meno che non si auspichi un TALE ridimensionamento dei salari in grado di pareggiare quelli cinesi, facendoci ritornare come per INCANTO nuovamente “competitivi” sul mercato globale.

    Più volte ho detto che il FMI avrebbe dovuto rivedere al ribasso anche le stime sul PIL globale e oggi è accaduto: da +3,7% a +3,4%. Chi vuole scommettere che a breve saranno riveste ancora al ribasso?

    Roberto Nardella.

    http://scenarieconomici.it

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  • 25 Luglio 2014  11:44
  • “Ma cosa volete che m’importi del Senato, quella è una cosa di Renzi, io il patto del Nazareno l’ho fatto per la giustizia e la legge elettorale. Se non c’è l’Italicum con i nominati io come vi riporto alla Camera?”. Risata generale. L'ex Cavaliere parla a cena con i suoi in un ristorante nel centro di Roma e conferma: nel patto segreto con il premier c'è la riforma del sistema giudiziario sulla quale sta lavorando il "tavolo Ghedini". E poi l'accordo sul prossimo presidente della Repubblica di Fabrizio d'Esposito. >>>>>>


    Scontato e prevedibilissimo, anche un cretino capirebbe che i patti sono quelli. I "ribelli" stan gia' tutti tornando a baciargli la banana. In questa melma sconfinata cosa fanno i cosiddetti "intellettuali!? (quelli che leggono i libri), ragliano sul nulla.

    Non possiamo manco sperare che la Merkel ci invada, e chi se lo piglia un paese cosi'? (quello con la cultura).

    Meno male che la Merkel c'e' (e anche Weidmann).
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