| - 03 Luglio 2009 19:32
- Tradeoscar, gli americani che vede al cinema non sono quelli della realtà, basta con i film !
il debito pubblico americano è "strutturale" come il nostro, è fatto soprattutto di sanità, pensioni, welfare, sussidi, stipendi di statali molto ricchi e questo nonostante l'età media pensionabile sia sui 66-67 anni e da noi sui 58 anni
i dipendenti federali in america prendono il doppio di quelli italiani, un preside di scuola superiore 100mila lordi l'anno che sono 65-70mila netti e molti insegnanti sono sui 70-80mila lordi, i poliziotti o vigili prendono più del doppio che in Italia e in certi casi il triplo, gli statali americani sono strapagati tanto è che per educare un ragazzo le scuole americane pubbliche spendono il doppio delle nostre, impiegano poliziotti, assistenti, psicologhi e dio sa quanta altra gente che non insegna... l'EDUCAZIONE E LA SANITA E IL SISTEMA PENALE (polizia, tribunali, antidroga, prigioni...) costano una follia in America
noi se ci decidiamo ad alzare l'età pensionabile al livello della famosa Svezia (67 anni) gli diamo un bel taglio e inoltre lo stato italiano è più ricco, possiede ad esempio un 40% della borsa ed immobili di tutti i generi che lo stato americano non ha
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| - 03 Luglio 2009 18:47
- Cacchio Alevion, ma su 'sta cosa sei duro eh?
Semplificando, il pil è la somma degli stipendi, il debito la somma dei titoli di stato.
O tu ritiri i titoli di stato e anziché scrivere 100€ cancelli e scrivi "100€ oppure 200mila lire a discrezione dell'emmittente" oppure debito pubblico è in euro.
Dal giorno che passi alla lira, invece gli stipendio son misurati in lire.
Ergo PIL in lire Debito in euro.
Se poi tu mi dici che al momento del changeover e della svalutazione contemporaneamente e istantaneamente hai anche un'inflazione di importo pari alla svalutazione, allora viene meno il vantaggio di cui parla Zibordi.
Paolo, come insegna Keynes c'è asimmetria tra incremento e decremento dei prezzi, perché alcune grandezze economiche (stipendi in primis) non sono flessibili verso il basso
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| - 03 Luglio 2009 18:25
- Zibordi!!bellissimo il suo articolo,però manca di un particolare determinante,
la qualità del debito!!il nostro debito statale è strutturale,quasi impossibile diminuirlo,se non con guerre civili.Quello Americano ad esempio,basta che la smettino con ste guerre iraq,ecc.che sono alla metà dell'opera..........
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| - 03 Luglio 2009 16:40
- Non sono un esperto in macroeconomia e affini, tuttavia mi sovviente la seguente riflessione:
Uscire dall'euro e svalutarsi del 30 % equivale a una perdita di potere d'acquisto del 30 %.
A questo punto è la stessa cosa una deflazione del 30 % rimanendo nell'euro. - I prodotti fatti qui sono competitivi come con la svalutazione da cambio currency; - Eviti la fuga di capitali; - Eviti i costi dell'operazione.
Il tutto può accadere anche in altro modo. Tutta la zona euro va in deflazione e gli USA e la cina inflazionano (non è che i tedeschi hanno pensato una cosa del genere con la loro paura del quantitative easing ?).
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| - 03 Luglio 2009 15:30
- Poli ho saputo da mie fonti che la Baraldini ne ha fatti fuori 400...cavolo che donna
Shaib ma con tutto che è passato da 1000 lire a 1 euro...ben noto raddoppio de prezzi com'è che il debito non è diminuito almeno il 30 % in proporzione al PIl ???
questo resta per me il più grosso mistero ...forse riuscite a spiegarmelo
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| - 03 Luglio 2009 13:10
- POLI SCUSAMI ma sembra il discorso delle mele e delle pere...se al numeratore metti euro come fai a calcolare il rapporto se non valorizzi in euro pure il pil?
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| - 03 Luglio 2009 13:06
- Il ragionamento di GZ non tiene conto di un piccolo particolare
una svalutazione di una nuova lira avvantaggierebbe LE CLASSI PRODUTTIVE più dedite al'export ma "danneggierebbe" quelle PARASSITARIE: politici, funzionari e dipendenti pubblici, sindacalisti, imprenditori parastatali
e chi governa questo paese? le classi parassitarie
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| - 03 Luglio 2009 10:17
- L'unico vero motivo perche' bisognava entrare con un cambio molto piu' svalutato , se ci fossimo riusciti , era non tanto per il favore da fare alla classe macroindustriale che tanto se ne esce sempre bene , ma alle piccole industrie e all'artigianato e sopratutto per svalutare di fatto il debito dello stato che si e' cosi' trovato consolidato da una moneta da farsa ad una moneta forte e internazionale....
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| - 03 Luglio 2009 10:14
- Surretizia mica tanto
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| - 03 Luglio 2009 10:09
- Insomma, la confusione è grande sotto il sole. Vorrei mettere un punto fermo, se possibile, alle falsità che si utilizzano per confutare il cambio dell'Euro. Chi dice che sarebbe stato meglio cambiarlo a 1500 Lire non sa semplicemente quel che dice ( ed il nostro conducator silvio ancora una volta si distingue in ciò ) perchè le pressioni che giungevano dell'industria italiana erano per un cambio maggiore di 1936,27, ciò per l'ovvio motivo di ottenere un'ulteriore surrettizia svalutazione.
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| - 03 Luglio 2009 10:06
- Sorry Alevion, ma non è così. Il debito lo devi conteggiare così come è scritto sul titolo (pagherò 100 euro ad alevion). Il Pil lo conteggi con la valuta corrente.
Se poi mi fai il discorso del PPP Pil, ti posso anche dare ragione(anche se ci sarebbero di sicuro aggiustamenti feroci nel sistema dei prezzi, per cui il risultato, a parte le difficoltà di calcolo, sarebbe incerto), ma le grandezze finanziarie son sempre nominali.
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| - 03 Luglio 2009 09:50
- Senza uscire dall' Euro potremmo in effetti rischiare di fare la fine dell Argentina, che fece la fine che fece non perche' svalutava il peso o perche' il peso era una valuta debole (questa e' la vulgata), ma proprio per la ragione contraria, perche' fu obbligata al peso forte e alla parita' col dollaro dal FMI. Questo le blocco' completamente l' export agricolo (il suo unico export ed in competizione con quello USA), lo stato non fu piu' in grado di pagare il debito che se ben ricordate dava interessi enormi ma che aveva smesso di svalutarsi e ne provoco' il default.
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| - 03 Luglio 2009 09:34
- Alevion , condivido te , ma la mia fiducia nella classe politica italiana e' finita da 50 anni , per cui permettere di non farle fare danni ulteriori e' doveroso. la classe politica italiana andava messa in amministrazione controllata , ma da decenni....
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| - 03 Luglio 2009 09:28
- POLI NON SONO TROPPO SICURO DI QUELLO CHE DICI
se ad esempio rimettiamo in circolo le lire e svalutiamo secco del 30%, il rapporto debito pil rimane invariato, perche' se conteggiassi il numeratore (lo stock in circolazione) in euro, anche il denominatore (il pil, che tra l'altro con ogni probabilita' ricomincerebbe a crescere come negli anni 50) lo valuteresti in euro e cosi non cambierebbe nulla.
davvero, credo che la realta' sia il contrario di quello che uno pensa, ossia che un paese come il nostro, con la nostra struttura produttiva di micro e piccole imprese, gestito con un minimo di buonsenso e di accortezza nella spesa pubblica, abbia solo da guadagnarci e di converso altri (la germania) da perderci!!!
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| - 03 Luglio 2009 09:27
- Non credo sia cosi' facile tornare alla lira...non dimenticherei che quando ci permettevamo di svalutare a inflazionare a piacimento per parare le mancanze del sistema produttivo -industriale e politico italiano , esistevano dei sistemi che garantivano ai disgraziati , il 95 % del paese , un ritorno economico , il famoso welfare , distrutto , la scala mobile , distrutta , il calcolo piu' reale dell'inflazione e dei prezzi ISTAT, distrutto , tutti i sistemi per reintegrare alla maggioranza dei disgraziati quello che gli veniva tolto dalla inflazione e dalla svalutazione della lira , distrutti.tornare indietro senza riattivarli tutti e al meglio sarebbe solo la vittoria delle schiere di Antitrader e dello schiavismo , e mettersi fuori dal mercato internazionale e vivere in un'eterna amministrazione controllata dal FMI .......
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| - 03 Luglio 2009 09:02
- Mah, infatti per me era assai questionable l'entrata nell'€, soprattutto a quelle condizioni (tasso di cambio alto e legnata di tasse).
Tuttavia adesso uscire dall'€ avrebbe -mi pare- la spiacevole conseguenza di portare il debito/pil al 150% (per via della svalutazione del 30% e della denominazione in valuta del debito stesso). Se questo andasse di pari passo con l'aumento dei tassi, avremmo probabilmente un extra costo del debito del 4-5% sul pil (e mi sa che si ciuccia tutti i vantaggi della svalutazione)
Io non lo farei, a meno di non dire che i debiti in euro li rimborsiamo in lire e al cambio attuale, ma questo è un soft default.
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| - 03 Luglio 2009 02:16
- Certo se Draghi ne parlasse con i suoi Soci di Goldman e li prendesse come advisor per gestire tutta l' operazione, non mi sembra qualcosa di improponibile.
Se il Cavaliere facesse realmente una politica liberista, non esiterebbe un attimo a mettere Zibordi al Governo, come indipendente, ovviamente......
Penso che la Lega stia comunque valutando scenari del genere....
Quindi attenti ai Conti correnti, conti di deposito, arancio e frutti vari.
Non sarebbe male ricercare banconote emesse in area core-Euro, giusto un milioncino per stare tranquilli. Il rapporto rischio rendimento ad un anno sarebbe 1 a 30, non male...... paghi una polizza ad un anno l' 1% e ti proteggi un capitale da una possibile svalutazione secca di almeno il 30%.
Dopo il G8, probabile flop, se ne potrebbe discutere più in concreto.....
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| - 03 Luglio 2009 01:40
- ...vogliamo parlare della leggenda per cui l'euro ci ha salvato dal naufragio in questi due anni di tempesta, che senza l'euro saremmo andati in bancarotta? nessuno ricorda mai le ststistiche del pil italiano, che ha iniziato a incagliarsi da quando siamo entrati nell'euro...
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| - 03 Luglio 2009 01:25
- argomento: Economia Italia
- Per favore un attimo di attenzione: se sommi il debito delle famiglie e dello stato l'Italia ha un 155% circa di PIL (110% stato e 45% famiglie) che è INFERIORE al Giappone (160% stato e 50% famiglie) e quasi pari alla Francia (86% stato e 62% famiglie) e INFERIORE all'Inghilterra (60% stato e 115% famiglie) ed agli USA (60% stato e 105% famiglie, ma con lo stato avviato all'80% in pochi anni) tanto per fare esempi.
Ancora nessuno sembra volerlo capire, si continua a parlare dei paesi solo in termini di DEBITO PUBBLICO come se fossimo nel 1979 invece che 2009, ma oggi conta il debito totale, perchè le banche e le famiglie in particolare hanno triplicato la loro esposizione debitoria negli ultimi 30 anni. La crisi attuale è dovuta a questo fenomeno no ?
L'Italia ha sì un debito pubblico pari a quasi il 110% del PIL (nel 2010, visto che quest'anno il deficit corrente sarà un -5%) ma non è che nel resto del mondo siamo tanto più bassi in europa la media è 86% del PIL (2010), gli USA stando al budget di Obama arriveranno su questi livelli in 3-4 anni circa, il Giappone per chi lo avesse dimenticato ha un 160% del PIL di deficit pubblico, il Belgio è pari a noi
E a fronte di questo debito lo stato italiano possiede ad esempio il 40% della borsa italiana e altri 5mila società nonchè un patrimonio immobiliare che altri stati con meno debito non si sognano. Cioè lo stato italiano ha più debiti, ma anche molto più patrimonio dalla RAI all'Enel, ENI, alle municipalizzate a centinaia di palazzi e immobili ovunque a migliaia di società partecipate a fronte dei suoi debiti
Deficit pubblici come il nostro di per sè non sono molto peggio degli altri al netto del patrimonio dello stato, ma in realtà il problema è poi cambiato totalmente in ogni caso dal 1990-1995, perchè ORA IL PROBLEMA GROSSO E' IL DEBITO DELLE BANCHE, IMPRESE E SOPRATTUTTO FAMIGLIE
Per cui mentre nel 1992 quando la lira fece crac nel serpente monetario perdendo un -20% in due giorni si guardava solo ai debiti pubblici e inflazione ora come avrete notato si parla di MUTUI, DEBITO DEL CONSUMATORE, leveraged loans e altri crediti per private equity, debito delle banche (che in Inghilterra, Austria, Belgio o Svizzera è pari al 400% del PIL!), tanto è vero che i governi hanno dovuto tutti garantire il debito delle banche se non lo sai negli ultimi mesi
Se allora guardi all'INSIEME DEL DEBITO, delle famiglie, banche e stato l'Italia è perfettamente nella media o anzi forse un pelo meglio, non è solida come la Germania o Scandinavia o Svizzera, ma è più solida di USA, Inghilterra, Spagna, Est Europa, Turchia e tanti altri emergenti come Messico o Sudafrica ed è alla pari di Corea e Giappone o Francia.
Di conseguenza se torniamo alla lira siamo un paese che può vendere il suo debito senza problemi, perchè il resto del mondo è peggiorato molto dai primi anni '90 mentre noi siamo rimasti sui livelli dei primi anni '90 come percentuali di debito. Ci hanno raggiunti e superati come indebitamento !
Se ci sganciamo dalla Germania con l'euro inizialmente dobbiamo pagare invece di un 4.3% sui Btp a 10 anni probabilmente un 1 o 2 punti in più, ma appena la lira fluttua e si svaluta, cosa che in Asia fanno con altri mezzi da sempre (la Cina ha svalutato rispetto all'euro di un 30% dal 2000) il nostro export risale di colpo contro tutti, cinesi e tedeschi e con lui il PIL. E con il PIL le entrate dello stato e delle imprese e il reddito delle famiglie e poi vedendo che andiamo meglio anche il nostro rating migliora e quanto paghiamo per il debito torna a scendere.
Dati i vincoli sociali e politici e sindacali, il caos delle regioni, le interferenze dei tribunali o TAR e la paralisi generale nel fare altre cose insomma l'unica soluzione è prendere atto che siamo sempre meno produttivi per cui "valiamo" come paese un -20 o -30% rispetto a quello che dice oggi l'euro a 1.40$ e 1.36 yen e circa 6 yuan. Se lo ammettiamo e lasciamo fluttuare in basso la lira però di colpo le nostre esportazioni raddoppiano e non esagero. L'unico paese che se guardi finora ha avuto un forte incremento dell'export( +12% in maggio dato di ieri) nel mondo è la Corea, ma perchè ? Perchè lo won coreano si è svalutato quatto quatto e zitto zitto di un 25-30% circa contro le maggiori valute. Anche l'Inghilterra ha un calo di PIL ora che il più basso dell'europa grazie ad un -12% contro euro e -20% contro dollaro della sterlina
According to the Commission’s forecasters, the eurozone’s public debt will soar to 83.8 per cent of gross domestic product in 2010 from 66 per cent in 2007. Belgium, Greece and Italy will have debts above 100 per cent of GDP in 2010, France’s debt will be 86 per cent and Germany’s debt will be 78.7 per cent.
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| - 03 Luglio 2009 01:08
- BARO
siamo in sintonia. vogliamo parlare dei regali agli agnelli fatti dall'ottimo prodi?
oppure delle privatizzazioni truffa in cui sempre gli agnelli (guarda caso)....
oppure ....oppure....
insomma e' una storia riprovevole quella del capitalismo italiano
quando si vogliono ridurre i debiti si vendono le propieta'
l'alternativa e' il fallimento.
vendere parte del patrimonio statale e' lu'unica.
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